La voce delle istituzioni per la sostenibilità

Le istituzioni pubbliche e private continuano ad esprimersi sempre più compiutamente a favore dei principi dello sviluppo sostenibile, elaborando posizioni comuni e progettando iniziative che rappresentano il panorama di riferimento e le aree di impegno per tutti i soggetti che, come Acea, sono concretamente impegnatiLeadership responsabile per un futuro sostenibile su questo tema.

Box – La sostenibilità nelle posizioni delle istituzioni internazionali 2009

Con l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona, nel dicembre 2009, lo sviluppo sostenibile è stato sancito tra i valori e gli obiettivi costitutivi dell’Unione Europea. In questo modo si è completato un passaggio fondamentale per garantire all’Europa un progresso “basato su una crescita economica equilibrata, sulla stabilità dei prezzi e su un’economia sociale di mercato altamente competitiva, al fine di raggiungere la piena occupazione e il progresso sociale, unitamente ad un livello elevato di tutela dell’ambiente”.
La Commissione Europea ha sollevato un interessante dibattito, strettamente legato a questo tema, sulla necessità di elaborare indicatori appropriati per misurare l’avanzamento nella direzione di uno sviluppo sostenibile. Con la comunicazione Non solo PIL, misurare il progresso in un mondo in cambiamento(COM 2009 433) l’organismo comunitario ha difatti rimarcato l’opportunità di definire nuove unità di misura ad integrazione dei parametri fino ad oggi in vigore, come il PIL appunto, per meglio evidenziare un percorso di crescita armonica dal punto di vista economico, sociale ed ambientale.
Le vicende dell’anno hanno sottolineato cheil tema del cambiamento climatico e dell’energia non perde d’attualità.
Questi aspetti, già oggetto di un apposito Libro Bianco (COM 2009 147) della Commissione UE che ha messo in luce la necessità di consolidare le conoscenze sui rischi e le conseguenze dei cambiamenti climatici per definire le future politiche europee, sono stati al centro di numerosi consessi internazionali, tra cui il vertice ONU di Copenhagen.
L’adunanza, partita sotto i migliori auspici e con una grande mobilitazione della società civile per raggiungere accordi post- Kyoto vincolanti e condivisi a livello mondiale per la riduzione delle emissioni di gas climalteranti, ha ottenuto alla fine risultati modesti e non impegnativi da parte dei Paesi maggiormente inquinanti (Usa ma anche Cina, India, Brasile e Sud Africa), registrando ancora grandi distanze tra le diverse visioni sui modelli di crescita industriale.
La comunità internazionale al summit G8 2009, svoltosi a L'Aquila, ha infine rinnovato il suo impegno per una governance mondiale responsabile ed equa, socialmente e ambientalmente sostenibile. In tale sede sono stati approvati numerosi documenti che detteranno la futura agenda internazionale, e tra questi particolarmente significativa è la dichiarazione congiunta su una Leadership responsabile per un futuro sostenibile dove i leader dei paesi industrializzati hanno affermato la loro determinazione, guidati da valori comuni, ad affrontare le conseguenze umane e sociali della crisi per porre la futura ripresa “su un sentiero più robusto, più verde, inclusivo e sostenibile”.

Box – La sostenibilità nelle posizioni delle istituzioni nazionali 2009

Le iniziative messe in atto dal governo italiano nel 2009 hanno affrontato il tema della sostenibilità sotto molteplici aspetti.
Sono infatti intervenute più istituzioni contribuendo, ognuna per le sue competenze ed ambiti d’intervento, a delineare un approccio integrato a presidio delle varie declinazioni in cui si realizza lo sviluppo sostenibile nel nostro Paese.
L’educazione ai temi della sostenibilità è il fondamento culturale necessario per fare sì che i cittadini condividano il disegno di sviluppo di una società orientata ad una crescita condivisa e durevole, partecipando al raggiungimento dei relativi obiettivi. In funzione di ciò è significativo quanto attuato dal Ministero dell’ambiente e dal Ministero dell’istruzione che hanno introdotto nel recente insegnamento scolastico di “Cittadinanza e costituzione” un piano nazionale di promozione, formazione e informazione sui temi della tutela ambientale, dello sviluppo sostenibile, della legalità e della buona e attiva cittadinanza.
In campo sociale, altrettanto importanti sono stati i progetti intrapresi dal Ministero per le pari opportunità e dal Ministero del welfare. Il primo, attraverso un’indagine finalizzata a disporre di informazioni utili a supporto della propria progettazione, ha approfondito i temi legati alla conciliazione dei tempi famiglia-lavoro come ambito in cui realizzare una più compiuta opportunità di genere tra uomo e donna; in tale contesto rientra anche l’adesione del Ministero alla Carta per le pari opportunità e l’uguaglianza sul lavoro, elaborata da Sodalitas e Impronta Etica. Il Ministero del welfare, ancor più ampiamente, ha elaborato, sulla scorta di quanto promosso dalle politiche comunitarie, il Libro bianco sul futuro del modello sociale allo scopo di promuovere una società centrata sulla persona, in sé e nelle sue proiezioni relazionali, come la famiglia, il lavoro e il territorio, che valorizzi la sussidiarietà dei corpi intermedi della comunità per costruire un benessere partecipato e corresponsabile di tutti i soggetti, singoli e associazioni, imprese e istituzioni.
Infine, va segnalato che l’attuale legislatura ha proposto al dibattito del Senato un disegno di legge (DDL 1753/S) intitolato “Misure per lo sviluppo della responsabilità sociale delle imprese”. Con tale iniziativa il normatore, prendendo atto delle evoluzioni in essere in altri paesi e del contributo apportato da numerosi organismi internazionali, ha ipotizzato uno scenario incentivante per la responsabilità sociale d’impresa in Italia quale condizione per la tutela dei diritti umani, la promozione dello sviluppo economico sostenibile, il miglioramento qualitativo e quantitativo dell’occupazione, la coesione sociale e il pieno rispetto dei diritti dei consumatori.