Piano strategico ed evoluzione

Nell’ottobre del 2009 il CdA di Acea SpA ha approvato unanimemente l’aggiornamento del Piano industriale precedentemente adottato, per il periodo 2010-2012.
La strategia di crescita in tutti i settori di attività del Gruppo è stata confermata, pur nella consapevolezza della delicata, e generale, situazione congiunturale dell’economia.
Il Piano si focalizza principalmente sul rafforzamento della gestione dei business regolamentati, con particolare orientamento alla maggiore efficienza operativa.

Box – Il nuovo Piano strategico Acea 2010-2012

Area di busunessStrategia
gestioni idriche (servizio idrico integrato)
  • consolidamento della leadership nel mercato idrico italiano, con un target al 2012 di circa 8,7 milioni di clienti serviti, corrispondente ad una quota di mercato del 15,2%
reti: distribuzione elettrica e illuminazione pubblica
  • consolidamento della redditività nell’attività di distribuzione energetica
mercato: generazione e vendita di energia elettrica e di gas  
  • sviluppo della generazione al fine di raggiungere l’integrazione verticale tra produzione e vendita11 
  • sviluppo delle fonti rinnovabili (eolico)
  • raggiungimento di volumi di vendite significative nel mercato del gas
termovalorizzazione di rifiuti: generazione di energia elettrica  
  • crescita nel settore della termovalorizzazione e della cogenerazione
  • espansione nel settore delle biomasse
  • sviluppo impiantistico nella termovalorizzazione e rigassificazione

L’esercizio in esame ha visto la prosecuzione degli indirizzi di sviluppo funzionali all’attuazione del disegno strategico aziendale, come risulta da quanto illustrato nel box successivo, ed è stato caratterizzato da due interventi normativi particolarmente importanti per l’incidenza che potranno determinare sulle attività del Gruppo Acea: la riforma dei servizi pubblici locali e la sentenza della Corte Costituzionale sulla tariffa di depurazione (vedi box dedicati).

11 In tema di programmazione energetica, il piano industriale Acea pone come obiettivo al 2012 quello di giungere alla copertura di una domanda previsionale pari a 22.400 GWh circa contando su una propria capacità generativa di 23.300 GWh.

Box – Le linee di sviluppo dei business nel 2009

IDRICO

Lazio – Campania

  • è entrato in vigore il ciclo tariffario triennale, per il periodo 2009-2011, nell’ATO 2 - Lazio Centrale - ed è stato approvato dall’Autorità d’Ambito il nuovo piano d’investimenti di Acea Ato 2, apportando contestualmente gli opportuni adeguamenti tariffari a valere sul 2010 e sul 2011. È stata acquisita la gestione degli impianti idrici del Consorzio Acquedotto del Peschiera;
  • sono state avviate le attività di ricognizione e la definizione degli atti propedeutici alla richiesta di autorizzazione allo scarico per gli impianti di depurazione nell’ATO 5 – Lazio Meridionale.

Toscana – Umbria 

  • è proseguito il consolidamento dell’organizzazione, attraverso la riprogettazione delle divisioni aziendali operative e commerciali di Publiacqua, operativa nell’ATO 3 – Medio Valdarno. In tale ambito rileva l’accentramento sulle attività di controllo in remoto degli impianti (telecontrollo);
  • è stata acquisita una partecipazione significativa nella società Nuove Acque che gestisce il servizio idrico integrato nell’ATO 4 – Alto Valdarno.

RETI

Fotovoltaico

  • si sono notevolmente sviluppate le realizzazioni e le connessioni di impianti fotovoltaici in Puglia e nel Lazio (in particolare l’impianto realizzato nell’area aeroportuale di Fiumicino è uno dei più grandi in Italia su copertura, con potenza di circa 2 MWp). A fine 2009 erano operativi impianti per circa 17 MWp.

Cogenerazione (produzione combinata di energia elettrica e termica)

  • sono proseguite le attività volte all’acquisizione di commesse nel campo della cogenerazione e rigenerazione (tra il 2009 e il 2010 saranno realizzati 10 impianti per una potenza complessiva installata di 4,3 MWe).

Illuminazione pubblica

  • sono stati realizzati oltre 5.000 nuovi punti luce nel 2009 ed intraprese iniziative di efficientamento energetico, con l’installazione di apparecchi a tecnologia LED, E’ stato lanciato, di concerto con l’Amministrazione comunale, il Piano della Luce per Roma, che prevede il marcato sviluppo nei prossimi anni dell’applicazione del LED.

ENERGIA

Produzione

  • è stata confermata la destinazione del 15% del piano di investimenti complessivo di 500 milioni di euro alle energie rinnovabili (eolico, fotovoltaico, cogenerazione).
  • sono stati approvati gli investimenti per i rifacimenti, parziali o totali, delle centrali idroelettriche di Orte e Salisano, con l’obiettivo di ottenere per ciascuna di esse il riconoscimento di Impianto Alimentato da Fonte Rinnovabile (IAFR) da parte del GSE.
  • sono proseguite le attività per la realizzazione di ulteriori parchi eolici nel Meridione d’Italia: ultimata la progettazione dell’impianto “Cresta del Gallo” (circa 15 MW di potenza) e proseguita la costruzione del parco eolico “Piano del Cornale” (potenza di circa 20 MW), situati in Campania
  • la minore produzione del parco termoelettrico, dovuta all’indisponibilità operativa registrata nell’anno per alcune unità di generazione e alla modulazione in riduzione dei profili dispacciati, ha offerto la possibilità di ottenere titoli di emissione CO2 da valorizzare sul mercato dell’Emission Trading.

Vendita

  • incrementati i volumi di gas commercializzati da AceaElectrabel Trading (+36,5% rispetto al 2008).

AMBIENTE ED ENERGIA

  • è proseguita la realizzazione del potenziamento del termovalorizzatore (CDR) di San Vittore nel Lazio, che, una volta ultimato, sarà il più grande della Regione.
  • i due impianti di termovalorizzazione delle società del Gruppo A.R.I.A. hanno ottenuto dal GSE la qualifica di Impianto Alimentato a Fonti Rinnovabili (IAFR)
  • è stato inaugurato l’impianto di compostaggio della Kyklos (Gruppo Aquaser), il principale nella Regione Lazio, con 60.000 t/anno di rifiuti compostabili.

Box – La riforma dei servizi pubblici locali secondo il decreto Ronchi

Nel corso dell’anno, il D.L. 135/09 (cosiddetto “Decreto Ronchi”), convertito con modificazioni nella L. n. 166/09, ha apportato alcune importanti modifiche alla disciplina appena introdotta l’anno precedente con l’art. 23 bis del D.L. 112/08, e convertito poi nella L. n.133/08, in tema di modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica (servizio idrico, trasporto pubblico, igiene ambientale ecc).
Con il nuovo disposto normativo, infatti, è stabilita definitivamente la gara pubblica quale modalità ordinaria di conferimento della gestione a società private e società miste pubblico-privato, a condizione che, in queste ultime, il socio privato sia individuato con gara, detenga una partecipazione non inferiore al 40% e che gli siano attribuiti specifici compiti operativi. Al di fuori di tale modalità di conferimento, la possibilità di gestione a favore di società “in house” (a totale capitale pubblico) è permessa solo in via derogatoria per situazioni eccezionali e previo parere dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato. Da questa regola sono esclusi i servizi di distribuzione di energia elettrica e gas.
L’intento del legislatore, nel solco dell’indirizzo già tracciato gli scorsi anni, è quella di aprire un settore industriale significativo come quello dei servizi pubblici locali, alle opportunità di efficientamento e miglioramento delle prestazioni rese, che sarebbero favorite dall’ingresso di operatori imprenditoriali privati, ferma restando la garanzia della tutela dell’interesse pubblico sottostante alla universalità ed accessibilità dei servizi pubblici locali.
Pertanto, la legge interviene anche stabilendo un “periodo transitorio”, entro cui gli enti locali dovranno provvedere o a svolgere le gare o a cedere una percentuale definita delle quote di partecipazione nelle società di gestione, tanto che siano società cosiddette “in house” o società miste o ancora quotate. In caso contrario, la soluzione alternativa prevista è quella della scadenza anticipata delle concessioni in essere. A tale riguardo, sarà compito dei Comuni, e degli altri enti locali azionisti assumere le decisioni necessarie ai fini dell’applicazione della riforma. In particolare, per ciò che concerne Acea, il Comune di Roma, che detiene la partecipazione di controllo al 51% del capitale, dovrà decidere se cederne progressivamente il primo 11%, entro giugno 2013, ed un ulteriore 10%, entro il 31 dicembre 2015, oppure, meno verosimilmente, lasciare decadere gli affidamenti in essere.

Box – Le conseguenze della sentenza 335/2008 della Corte Costituzionale sulla tariffa del servizio di depurazione idrica

La Corte Costituzionale, con la sentenza 335 del 2008, ha dichiarato incostituzionale l’articolo della Legge Galli, poi trasfuso nel Testo Unico Ambientale, il quale prevedeva che la quota tariffaria relativa al servizio di depurazione fosse dovuta dagli utenti anche nel caso in cui i relativi impianti risultassero mancanti o inattivi. La Consulta ha maturato tale decisione in considerazione del fatto che la natura del compenso deve intendersi come corrispettivo di prestazione contrattuale, quindi in relazione diretta con l’effettiva erogazione del servizio pagato.
A seguito di tale pronuncia il legislatore, con la L.13/2009, ha introdotto una definizione di quota tariffaria del servizio di depurazione ricollegata all’intero processo di approntamento del servizio, ovvero, comprensivo delle “attività di progettazione e di realizzazione o completamento degli impianti di depurazione, nonché quelli relativi ai connessi investimenti”.
La medesima disposizione normativa ha stabilito, quindi, le modalità e le scadenze temporali per l’eventuale restituzione agli utenti delle somme percepite dal gestore non rispondenti a quanto indicato dalla legge. Essa ha inoltre previsto che il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare deliberasse i criteri e parametri per l’attuazione della restituzione, nonché le informazioni da rendere periodicamente agli utenti da parte dei singoli gestori circa l’attuazione del piano di realizzazione dei depuratori. Nel settembre del 2009 il Ministero, con proprio decreto, ha disciplinato quanto richiesto dalla legge. Per quanto riguarda i potenziali impatti economici degli eventuali rimborsi di cui dovranno farsi carico le società idriche del Gruppo Acea, successivamente all’individuazione da parte delle Autorità d’Ambito della corretta quantificazione, delle modalità e delle tempistiche di rimborso, la stima massima effettuata dalla società ammonta a 38,1 milioni di euro.